A 48 ore dallo stop ai ricoveri programmati nelle strutture sanitarie private associate ad AIOP, deciso unilateralmente dall’associazione di categoria, la UIL FP chiede al Presidente della Regione Roberto Fico l’immediata convocazione di un tavolo di confronto.La nota, sottoscritta dal segretario generale della UIL FP Napoli e Campania Vincenzo Torino, dalla responsabile della Sanità Privata Rachele Palma, insieme al segretario generale della CISL FP Campania Luigi D’Emilio e al coordinatore della Sanità Privata CISL FP Ciro Maraniello, è indirizzata anche ai prefetti campani. Il documento esprime forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sui livelli assistenziali, sull’occupazione e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.Secondo le organizzazioni sindacali, la situazione descritta dall’AIOP Campania, che denuncia l’assenza di budget e contratti definitivi per il 2026 e l’impossibilità di programmare le attività delle strutture accreditate, non può tradursi in conseguenze per il personale né in una riduzione dei servizi destinati ai cittadini.UIL FP e CISL FP richiamano gli impegni già assunti in sede prefettizia per la prosecuzione del dialogo regionale e diffidando contestualmente AIOP Campania e le case di cura associate dall’adottare iniziative che possano determinare riduzioni delle prestazioni o degli organici. I sindacati chiedono, inoltre, la riattivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione già precedentemente avviata presso la Prefettura di Napoli e successivamente sospesa in ragione di un’ipotizzata ripresa del confronto tra le parti.«Le criticità evidenziate dalle strutture accreditate meritano risposte immediate da parte delle istituzioni regionali, ma non possono scaricarsi sui lavoratori e sulle loro famiglie né compromettere la continuità dell’assistenza ai cittadini», afferma il segretario generale della UIL FP Napoli e Campania, Vincenzo Torino. E spiega: «Le strutture sanitarie private accreditate concorrono con quelle pubbliche a garantire un servizio basato su un diritto costituzionalmente tutelato quale quello alla salute. In ragione di ciò non possono, di propria iniziativa, interrompere la fornitura delle prestazioni, mettendo in gravissime difficoltà i cittadini che hanno bisogno di cure e assistenza».Quanto alle ripercussioni sui dipendenti, Torino aggiunge: «Il ricorso a tagli del personale sarebbe un ulteriore affronto a lavoratori che, pur operando con contratti scaduti e non rinnovati, hanno sempre assicurato il regolare svolgimento delle attività».«Ribadiamo la necessità di un tavolo regionale che coinvolga tutte le parti interessate, comprese le organizzazioni sindacali. Occorrono soluzioni rapide e condivise che garantiscano occupazione, diritti contrattuali, regolarità delle retribuzioni e piena continuità dei servizi sanitari. In assenza di risposte concrete e tempestive – il segretario generale della UIL FP Campania – saremo pronti a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini campani».


