C’è un momento in cui lo sport smette di essere soltanto sport e diventa racconto, memoria collettiva, specchio di un’epoca. È da questo punto di osservazione che nasce A Wrestling Tale di Matteo Maria Munno, pubblicato da Lab DFG e disponibile dal 9 ottobre in tutte librerie, su Amazon e nello store online della casa editrice. Il libro attraversa quasi mezzo secolo di storia del wrestling, dal dopoguerra ai primi anni Novanta, seguendo alcuni dei protagonisti che ne hanno costruito l’immaginario e raccontando, insieme alle loro carriere, le trasformazioni sociali e culturali che li hanno accompagnati.Attraverso le biografie di 20 personaggi del wrestling – tra cui Hulk Hogan, Bruno Sammartino, André The Giant e Ric Flair – Munno ricostruisce le fondamenta di un fenomeno diventato planetario.Ma A Wrestling Tale non è una semplice galleria di campioni. Il libro parte dal kayfabe, il patto tacito che permette a pubblico e protagonisti di considerare reale ciò che accade sul ring, per allargare lo sguardo verso società, identità, immigrazione, politica e cultura popolare.«Il wrestling, come il teatro greco, come il melodramma ottocentesco, come il cinema di Hollywood, è uno specchio deformante che riflette le ansie, i desideri e i valori di chi lo guarda. La differenza è che di solito lo fa a suon di bodyslam». Tratto dal capitolo 1.Il percorso parte da Bruno Sammartino, simbolo di emigrazione e riscatto, e attraversa il Giappone di Antonio Inoki, la lucha libre messicana e il wrestling del Sud degli Stati Uniti, fino alle soglie della nuova era rappresentata da figure come Bret Hart, Sting e The Undertaker.È soprattutto un libro sulle storie che rimangono. «Quattro settimane dopo, il 23 gennaio 1984, ancora al Madison Square Garden, Hulk Hogan scese sul ring per sfidare l’Iron Sheik. Non fu solo un match di wrestling. Fu, a tutti gli effetti, un evento politico travestito da spettacolo».Tratto dal capitolo su Hulk Hogan. La prefazione è firmata dal giornalista Angelo Carotenuto, che definisce il wrestling un laboratorio del presente e sottolinea come il libro torni alle origini di quel “codice” narrativo attraverso il quale il conflitto diventa racconto pubblico e il racconto pubblico esperienza collettiva.Con una scrittura accessibile ma ricca di riferimenti storici e culturali, A Wrestling Tale parla agli appassionati di lunga data e a chi vuole comprendere perché, dietro maschere, rivalità e spettacolo, il wrestling abbia rappresentato per decenni molto più di una semplice sfida sul ring.È una storia di wrestling, ma anche una storia di persone, di epoche e di sogni.
Casa editrice: Lab DFG – Formato: Brossura
Prezzo: €19,90 – ISBN: 9791282428347 pp. 320
SINOSSI: Il wrestling non è solo spettacolo, e non è soltanto uno sport. È uno specchio su cui epoche, culture e frizioni geopolitiche si sono proiettate con un linguaggio che arriva a tutti, come le grandi arti del teatro, della musica e del cinema. Con lo sbarco su Netflix della wwe e il boom di popolarità che ne è seguito, il wrestling vive oggi in Italia una nuova stagione. Per comprendere davvero cosa alimenti questa nuova ondata di passione, occorre fare qualche passo indietro e capire perché il wrestling racconti così bene gli equilibri, gli archetipi e le sfumature della società. A Wrestling Tale raccoglie venti biografie, ciascuna dedicata a uno dei protagonisti che hanno reso leggendaria la storia del wrestling tra gli anni Cinquanta e i primi anni Novanta. In queste pagine trovano spazio la canotta gialla e rossa di Hulk Hogan, gli occhiali a specchio di Bret Hart e la mole da gigante buono di André the Giant.
MATTEO MARIA MUNNO: Nato il 13 marzo 1990 a Caserta, è un giornalista professionista, podcaster e scriptwriter. Ha esordito nella redazione sportiva di Repubblica in pieno Mondiale 2018 per poi collaborare con il programma televisivo Il Mondo Insieme condotto da Licia Colò su tv2000 e infine approdare nel mondo della comunicazione aziendale. Per il progetto Crampi Sportivi ha firmato tra il ciclo di reportage Wrestle-Italy dedicato al wrestling italiano e attualmente collabora con la redazione sportiva del quotidiano Domani. Nel 2021 ha curato, con altri autori, la raccolta Underdog: storie di sfavoriti e altre favole meravigliose edita da Battaglia Editori, che nello stesso anno ha ricevuto la Menzione Speciale del Premio Invictus. Da alcuni anni pratica il pro-wrestling in Italia, frequentando dall’interno una disciplina che è anche il soggetto principale del suo lavoro giornalistico.
CASA EDITRICE: La casa editrice Lab DFG – lo sport tra le righe, fondata nel 2019, pubblica storytelling sportivo, nonché narrativa dedicata all’inclusione, ai sogni e alla sostenibilità del territorio. Dal 2020 organizza il Premio Nazionale di Letteratura sportiva Invictus, diventando un punto di riferimento di assoluto valore nel mondo dell’editoria sportiva.


