Due retrocessioni consecutive. Dalla A alla C, roba non da poco. Un play-off a metà. Gli ultimi anni della Salernitana, gestita dall’imprenditore (?) Daniele Iervolino, hanno lasciato e come il segno. Un segno indelebile, in modo particolare nella testa e nel cuore dei tifosi granata. Certo, non si può sempre vivere di successi ma sopravvivere in questo modo (lasciatecelo dire) è davvero dura. Meglio mettersi l’anima pace. La realtà, che piaccia o meno, è questa. Probabilmente, lo sarà anche per diverso tempo. Eccezion fatta, come capitato nell’era Casillo e Lotito, per colpi incredibilmente fortunosi. Mai dire mai nel calcio. Cosmi e Faggiano potrebbero anche provarci. Il gruppo squadra, intanto, si ritrova questa sera (ore 21) ad affrontare una tonica Scafatese. Avete sentito il Presidente? Chissà quanto faccia bene una dose di esaltazione al giorno d’oggi. Magari, sarebbe meglio non “scandalizzarsi” più di tanto. Parlavo della truppa del tecnico ex Perugia. In tanti continuano ad andare via, in pochi arrivano. I nomi, comunque, lasciano ben sperare (almeno sulla carta): Capuano in difesa, Vitale a centrocampo e D’Ursi in attacco. Non da capogiro, sia chiaro, ma per disputare un dignitoso torneo di C perchè no. Ricordiamocelo, i campionati di C si vincono con i grandi investimenti (vedi Lombardi e Fabiano con Di Napoli e soci) e con quella amalgama di giovani speranze e atleti esperti (vedi Casillo, Delio Rossi, Fresi e tanti altri). Questa Salernitana, onestamente, al momento non sembra avere nessuna delle due opzioni. La speranza è l’ultima a morire. Partendo proprio dalle luci artificiali e dal caldo dell’Arechi. Superare la Scafatese sarebbe già una flebile iniezione di fiducia. Salernitana, in bocca al lupo.


