Nell’utilizzo delle graduatorie dei concorsi banditi da altri Enti non si può derogare al criterio della classificazione. È sulla base di questo principio che la UIL FP Napoli e Campania è intervenuta chiedendo chiarimenti sulla procedura con cui l’ASL Napoli 2 Nord aveva trasformato il rapporto di lavoro a tempo determinato di un proprio dipendente in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.Il lavoratore risultava inserito tra gli idonei non vincitori di una procedura selettiva svolta in un’altra Regione. Secondo il sindacato, però, quando si utilizzano graduatorie di altri Enti è necessario rispettare sempre l’ordine di classificazione dei candidati. Nei giorni scorsi, pertanto, l’ASL napoletana ha sospeso in autotutela il provvedimento con cui aveva disposto la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.«Non siamo contrari, in maniera pregiudiziale, all’utilizzo di graduatorie concorsuali già esistenti. Al contrario, riteniamo che rappresentino uno strumento rapido ed efficace per individuare il personale da assumere – precisa il segretario generale della UIL FP Napoli e Campania, Vincenzo Torino – Occorre, tuttavia, rispettare procedure ben definite, come ribadito anche dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania che, tra l’altro, effettua un monitoraggio delle graduatorie vigenti. Anzitutto, è necessario un accordo formale tra l’Ente che ha bandito il concorso e quello che intende utilizzare la graduatoria. Va inoltre sempre rispettato l’ordine di classificazione: i candidati idonei non ancora assunti dall’Amministrazione che ha bandito il concorso devono essere interpellati secondo la posizione occupata in graduatoria».Il segretario generale della UIL FP Napoli e Campania rivolge, infine, un appello a tutte le Amministrazioni affinché si attengano rigorosamente a tale principio. «Si tratta di una garanzia a tutela di tutti i partecipanti ai concorsi pubblici e costituisce un presidio fondamentale dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione», conclude Torino.


